venerdì, 31 agosto 2007

Caddero innamorati, come si cade dalle scale.

Rovinosamente, e rompendosi un osso diverso a ogni scalino.

Il loro amore era un frattale. Microliti in una macrolite più grande.

E ogni lite aveva sempre, esattamente, lo stesso schema.

Bacio, Amore, Discussione, Lite, Urla, Discussione, Bacio, Amore.

Discutevano così spesso, che il sesso era un corollario alle diatribe.

Nessuno, si meravigliò per questo, quando lei fu rinvenuta morta.

Uccisa.

Divisa in 12 pezzi.

Ognuno in un sacchetto diverso.

Oguno nella stessa pattumiera.

Nè si meravigliarono, nel trovare lui, sporco di sangue, ad abbracciare la pattumiera.

 

"Che cos'è l'amor
chiedilo al vento
che sferza il suo lamento sulla ghiaia
del viale del tramonto
all' amaca gelata
che ha perso il suo gazebo
guaire alla stagione andata all'ombra
del lampione san soucì

che cos'è l'amor
chiedilo alla porta
alla guardarobiera nera
e al suo romanzo rosa
che sfoglia senza posa
al saluto riverente
del peruviano dondolante
che china il capo al lustro
della settima Polàr

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi
dell'arco di San Rocco
ma s'appoggi pure volentieri
fino all'alba livida di bruma
che ci asciuga e ci consuma

che cos'è l'amor
è un sasso nella scarpa
che punge il passo lento di bolero
con l'amazzone straniera
stringere per finta
un'estranea cavaliera
è il rito di ogni sera
perso al caldo del pois di san soucì

Che cos'è l'amor
è la Ramona che entra in campo
e come una vaiassa a colpo grosso
te la muove e te la squassa
ha i tacchi alti e il culo basso
la panza nuda e si dimena
scuote la testa da invasata
col consesso
dell'amica sua fidata

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
son monarca e son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey

Che cos'è l'amor
è un indirizzo sul comò
di unposto d'oltremare
che è lontano
solo prima d'arrivare
partita sei partita
e mi trovo ricacciato
mio malgrado
nel girone antico
qui dannato
tra gli inferi dei bar

Che cos'è l'amor
è quello che rimane
da spartirsi e litigarsi nel setaccio
della penultima ora
qualche Estèr da Ravarino
mi permetto di salvare
al suo destino
dalla roulotte ghiacciata
degli immigrati accesi
della banda san soucì

Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
vampiro nella vigna
sottrattor nella cucina
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey
Ahi, permette signorina
sono il re della cantina
volteggio tutto crocco
sotto i lumi dell'arco di San Rocco
Son monarca son boemio
se questa è la miseria
mi ci tuffo
con dignità da rey"

Vinicio Capossela, Che Coss'è l'amor?

postato da: JackCantastorie alle ore 22:20 | Permalink | commenti (1)
categoria:poesia
venerdì, 31 agosto 2007

Vorrei che le parole fluissero pacate, tranquille, lievi e gentili.

A sfiorar gli animi come piuma che sfiora la schiena.

Un solletichio stuzzicante, gioco d'amore che anticipa futuro piacere.

Vorrei che le parole uscissero tumultuore, irruenti, pesanti e invadenti.

A lacerar animi come ascia che spacca la testa.

Una ferita profonda, dolore perpetuo che non si rimargina.

Vorrei che le parole, fossero come le donne per gli uomini.

Tutto, e niente.

 

"Una donna con me,
è molto di più di una donna qualsiasi,
Io voglio lei un bene fortissimo,
Un grido bellissimo

Canto tutto e niente,
Una musica senza musica
Dove tutto niente
Come musica nella musica
Huhm, Huhm, Huhm

Il luogo com'è? Una valle di nomadi tutto qui.
Ascoltami, tu, uomo di Neanderthal,
Si, o di Tangeri,
C' qualcuno tra voi che sappia suonare
Una danza vertigine, un ballo frin frun
Che tolga le scarpe e le calze alle femmine?

Suona tutto e niente,
Una musica nella musica
Dove tutto niente
Come polvere sulla polvere
Huhm, Huhm, Huhm

Si suona così: con grazia plebea,
La mani che sudano
Ed offrono a noi, caro elisir,
L'arabesca impossibile

Dove tutto è niente
Solo musica, brava musica
E la danza splende
Come un diavolo in un fulmine
Huhm, Huhm, Huhm"

Paolo Conte, Elisir

postato da: JackCantastorie alle ore 00:16 | Permalink | commenti (3)
categoria:poesia
lunedì, 27 agosto 2007

Non so quanti sappiano chi fosse. Quanto risalto avrà questa notizia:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/08_Agosto/27/Politkvoskaya_arresti.shtml

Ad ogni modo, spero che li becchino. Spero che tutte le cattive impressioni che mi ero formato, vengano smentite. Che il mondo si dimostri pulito e lindo, e che i colpevoli, quelli veri, vengano presi.

Non è per qualcosa. Alla fine era un essere umano come gli altri. Come non mi impressiono per i morti di AIDS in Africa, o per gli omici in Italia o per gli incendi in Grecia. La vita è la vita. Ogni essere umano ha la sua dignità e ogni morte dovrebbe colpirci allo stesso modo, se veramente consideriamo ogni essere umano nostro fratello e nostra sorella.

Però. Di Anna Politkovskaja, oltre all'incapacità di pronunciare il cognome, mi son rimasti gli articoli interessanti e di sfida. M'è rimasta la prosa. M'è rimasto il ricordo. M'è rimasto l'impressione che ho avuto, leggendo la mattina un suo articolo, e scoprendo il giorno dopo che mentre io la leggevo, lei veniva assassinata.

Per questo, ne seguo la vicenda. Per questo, ora spero che i colpevoli vengano scoperti, e debitamente condannati.

Un pò di collegamenti esterni:


http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Politkovskaja/

http://www.internazionale.it/politkovskaja/   qui trovate gli articoli

http://www.beppegrillo.it/2006/10/anna_politkovsk_1.html 

Amore dopo Amore

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

e dirà: Siedi qui. Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero, che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d’amore,
le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E’ festa: la tua vita è in tavola

Derek Walcott

postato da: JackCantastorie alle ore 11:54 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 26 agosto 2007


Innanzitutto, lo stile. Se Q era alquanto neutro e 54 lasciava intravedere varie sottotraccie stilistiche in base all'ambiente (in primis nel bar bolognese e nel personaggio napoletano) senza spingere sull'accelleratore, qui secondo me, hanno fatto proprio centro. Anche grazie alla struttura stessa del libro (capitoli brevi e veloci, ognuno incentrato su un personaggio diverso), ogni personaggio ha una sua voce, particolare e unica. Capire il punto di vista da cui è narrato il capitolo è facile. Ovviamente, questo è rappresentato chiaramente nei capitoli relativi agli Indiani d'Inghilterra (geniale che parlino bolognese; almeno credo sia bolognese), ma anche i vari Guy Johnson, Tekarihoga e Molly, hanno una voce tutta loro, che si comprende in un attimo. Il più neutro secondo me è proprio Joseph Brant, ma penso sia dovuto al fatto che è l'unico personaggio che più che narrarsi da solo, viene narrato dagli autori.

La storia. Bè qui i Wu Ming sono una garanzia, l'ambiente e le storie sono sempre appassionanti e resi benissimo.

I personaggi. L'unica nota negativa l'ho trovata in Klug. Per il semplice motivo che gli autori mi hanno abituato sempre alle tonalità di grigio, anche per personaggi solo abbozzati. Trovare uno così assolutamente nero, per il quale è impossibile parteggiare...non so. Mi ha lasciato stupito e un pò deluso. Alla fine muore, ma la sua meschinità rende la sua morte meno epica rispetto allo scontro di Zollo o alla fine di Q. C'è però da dire che, pur morendo, Klug rappresenta un pò i vincitori. Alla fine chi perde sono i Mohawk. Dunque, può essere una scelta voluta. Nell'unico romanzo dove il protagonista non arriva a una pace interiore (ma prosegue "il suo sentiero"), gli ostacoli sono più meschini e ineluttabilmente negativi. E forse questo rende più accettabile l'idea di sconfitta.

 

"Non è l'onore il principio degli Stati dispotici, dove tutti gli uomini sono uguali e dunque non ci si può preferire agli altri; sono tutti schiavi, e dunque non ci si può preferire a niente.

Inoltre, poichè l'onore ha le sue leggi e le sue regole, che non può infrangere, e dipende dal proprio capricccio, non da quello di un altro, non può trovarsi che negli stati che hanno costituzione fissa, e leggi certe.

Come potrebbe questo essere tollerabile per il despota? L'onore si gloria di disprezzare la vita, e il despota ha la sua unica forza nel poterla togliere. L'onore ha regole fisse e capricci rilevanti; il despota non ha nessuna regla, e i suoi capricci distruggono quelli degli altri.

L'onore, sconosciuto agli Stati despotici, dove spesso non c'è neppure una parola per indicarlo, regna nelle monarchie, dove dà vita all'intero corpo politico, alle leggi, alle stesse virtù."

Charles-Louis de  Montesquieu

 

"-In effetti ho riflettutto su cosa voglia dire essere aristocratico-. Esther vide il conte estrarre una fiaschetta di metallo da sotto la giacca, svitarne il tappo e offrirla agli altri.- Un Cordale?

I due rifiutarono e Warwick tracannò un sorso abbondante per riprendere a parlare con lo stesso tono.

-Sono giuto alla conclusione che significhi avere qualcuno disposto a prendersi le colpe al posto nostro. Per comprovare questa teoria, l'altro giorno ho sonoramente scoreggiato in salotto, alla presenza di ben tre dei miei servi. Ebbene, non solo hanno fatto finta di non sentire, ma quando ho accusato con veemenza uno di loro, non ha battuto ciglio e si è lasciato infliggere la punizione con l'aria più contrita del mondo. Ecco, essere aristocratici significa agire nella piena impunità, a dispetto di ogni evidenza-. Il conte alzò ancora la fiasca.-Viva re Giorgio-. Bevve un secondo sorso.

-Viva,- fecero gli atri due senza entusiasmo."

Wu Ming, Manituana.

postato da: JackCantastorie alle ore 11:35 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 25 agosto 2007

"It's no secret that a conscience can sometimes be a pest
It's no secret ambition bites the nails of success
Every artist is a cannibal, every poet is a thief
All kill their inspiration and sing about their grief
Oh love..."

U2, The Fly

Diceva un tale che per scrivere qualcosa "dev'accidere prima quella cosa da jind a tè!" Era un ubriaco, un pazzo, un mendicante dentro una chiesa, che si faceva ingiuriare da un prete per aver avuto l'ardire di entrarci, nella chiesa, invece che di starci fuori e ricordare da lì fuori come si devono comportare quelli che entrano lì dentro.

Io volevo confessarmi, ma entrai in chiesa a diatriba in corso, e l'intenzione mi passò. Presi il tipo, dall'alito di Tavernello, e lo convinsi ad andare fuori. Al bar, (caffè per me, caffè corretto per lui), mi chiese chi fossi. Risposi. Mi disse di ricordarmi di essere triste, quando sarei stato felice, così da esser felice nei momenti di tristezza.

Non centrava granchè con la discussione svolta finora (che verteva sulla presenza di belle ragazze nella mia facoltà), ma la disse in un modo così convinto e "sgamato", che me la ricordo ancora.

E comunque, tutto questo non centra con la mosca che da due ore sta bazzicando allegra nel soggiorno, pasteggiando con gli avanzi della cena. 

Dovrò uccidere la Mosca per parlare della Mosca dentro il blog?

Jack

postato da: JackCantastorie alle ore 23:53 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 25 agosto 2007

Questo Blog non vuole essere collegato alla realtà dell'autore, nè a quella del lettore.

Tenterà anzi di raffigurare, attraverso brevi citazioni commentate o attraverso piccoli brani, semplicemente spaccati della fantasia dell'autore o sue riflessioni. Il tutto in un modo decontestualizzato, che renda possibile al lettore di interpretare in maniera differente l'intervento.

I vari interventi potranno risulatare tra loro completamente scollegati, e incoerenti tra loro.

Il tutto non esclude d'altra parte che potrebbe diventare possibile individuare una chiave interpretativa comune ai vari interventi successivamente alla loro pubblicazione.

Verranno utilizzati differenti cifre stilistiche e differenti vocabolari semantici, o almeno ci si proverà.

Buona lettura!

Jack

 

postato da: JackCantastorie alle ore 23:29 | Permalink | commenti (2)
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