E' strano in questi giorni vedere tutti correre. Dicono che a Milano corrono tutti, ma non è vero. A Milano la gente corre solo perché ha fretta di tornare a casa con un po' di soldi e di soddisfazione in più. A Milano la gente corre spinta da qualcosa e a quel qualcosa vuole tornare, la sera.
Intorno a me, invece, ora vedo gente correre per davvero. Gente che corre per scappare, per trovare che fare di sé e della sua vita che, a onore del vero, penso sempre di più che sia solo un insieme di strani episodi legati insieme da un filo conduttore così sottile, che quando lo vedremo sarà troppo tardi.
E però.
Io non corro, in questi giorni. Io mi guardo intorno fischiettando, mani dietro la schiena e passo da domenica mattina. Prendo quanto mi viene offerto da questa strana estate senza pormi tante domanda, quanto ponendole. A chiunque chiedo aiuto per completare i miei progetti, o meglio, i miei pezzi di strada. A tutti quelli che mi passano vicino offro un saluto, un sorriso e due chiacchiere. Parlo moltissimo di me e della mia vita. Perché sto scoprendo che solo parlando di me, arrivo finalmente un po' a capire dove sono, in mezzo a quella strada.
E so, dentro di me, che se posso permettermi questo passeggiare, se posso sperperare così tanti sorrisi senza alcun problema di riceverli indietro, è solo grazie a Lei. Che ora magari sta ancora dormendo, che è mattina presto e ha finito gli esami estivi. Lei, che mi dona sorrisi e carezze a non finire, e mi fa stare bene con la sua sola presenza. Lei, che pensavo di dover cercare per sempre, e che invece ho trovato prima di quanto sperassi, e che manterrò con me per tutto il tempo che riuscirò.
J.



