domenica, 26 agosto 2007


Innanzitutto, lo stile. Se Q era alquanto neutro e 54 lasciava intravedere varie sottotraccie stilistiche in base all'ambiente (in primis nel bar bolognese e nel personaggio napoletano) senza spingere sull'accelleratore, qui secondo me, hanno fatto proprio centro. Anche grazie alla struttura stessa del libro (capitoli brevi e veloci, ognuno incentrato su un personaggio diverso), ogni personaggio ha una sua voce, particolare e unica. Capire il punto di vista da cui è narrato il capitolo è facile. Ovviamente, questo è rappresentato chiaramente nei capitoli relativi agli Indiani d'Inghilterra (geniale che parlino bolognese; almeno credo sia bolognese), ma anche i vari Guy Johnson, Tekarihoga e Molly, hanno una voce tutta loro, che si comprende in un attimo. Il più neutro secondo me è proprio Joseph Brant, ma penso sia dovuto al fatto che è l'unico personaggio che più che narrarsi da solo, viene narrato dagli autori.

La storia. Bè qui i Wu Ming sono una garanzia, l'ambiente e le storie sono sempre appassionanti e resi benissimo.

I personaggi. L'unica nota negativa l'ho trovata in Klug. Per il semplice motivo che gli autori mi hanno abituato sempre alle tonalità di grigio, anche per personaggi solo abbozzati. Trovare uno così assolutamente nero, per il quale è impossibile parteggiare...non so. Mi ha lasciato stupito e un pò deluso. Alla fine muore, ma la sua meschinità rende la sua morte meno epica rispetto allo scontro di Zollo o alla fine di Q. C'è però da dire che, pur morendo, Klug rappresenta un pò i vincitori. Alla fine chi perde sono i Mohawk. Dunque, può essere una scelta voluta. Nell'unico romanzo dove il protagonista non arriva a una pace interiore (ma prosegue "il suo sentiero"), gli ostacoli sono più meschini e ineluttabilmente negativi. E forse questo rende più accettabile l'idea di sconfitta.

 

"Non è l'onore il principio degli Stati dispotici, dove tutti gli uomini sono uguali e dunque non ci si può preferire agli altri; sono tutti schiavi, e dunque non ci si può preferire a niente.

Inoltre, poichè l'onore ha le sue leggi e le sue regole, che non può infrangere, e dipende dal proprio capricccio, non da quello di un altro, non può trovarsi che negli stati che hanno costituzione fissa, e leggi certe.

Come potrebbe questo essere tollerabile per il despota? L'onore si gloria di disprezzare la vita, e il despota ha la sua unica forza nel poterla togliere. L'onore ha regole fisse e capricci rilevanti; il despota non ha nessuna regla, e i suoi capricci distruggono quelli degli altri.

L'onore, sconosciuto agli Stati despotici, dove spesso non c'è neppure una parola per indicarlo, regna nelle monarchie, dove dà vita all'intero corpo politico, alle leggi, alle stesse virtù."

Charles-Louis de  Montesquieu

 

"-In effetti ho riflettutto su cosa voglia dire essere aristocratico-. Esther vide il conte estrarre una fiaschetta di metallo da sotto la giacca, svitarne il tappo e offrirla agli altri.- Un Cordale?

I due rifiutarono e Warwick tracannò un sorso abbondante per riprendere a parlare con lo stesso tono.

-Sono giuto alla conclusione che significhi avere qualcuno disposto a prendersi le colpe al posto nostro. Per comprovare questa teoria, l'altro giorno ho sonoramente scoreggiato in salotto, alla presenza di ben tre dei miei servi. Ebbene, non solo hanno fatto finta di non sentire, ma quando ho accusato con veemenza uno di loro, non ha battuto ciglio e si è lasciato infliggere la punizione con l'aria più contrita del mondo. Ecco, essere aristocratici significa agire nella piena impunità, a dispetto di ogni evidenza-. Il conte alzò ancora la fiasca.-Viva re Giorgio-. Bevve un secondo sorso.

-Viva,- fecero gli atri due senza entusiasmo."

Wu Ming, Manituana.

postato da: JackCantastorie alle ore 11:35 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1    26 Agosto 2007 - 12:30
 
A parte Montesquieu, non ho capito un'H ù.ù
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#2    27 Agosto 2007 - 11:37
 
Leggerò, leggerò...
Prima di tutto Q, quindi il resto.
E poi...
Ah... Montesquieu, Montesquieu...

Bacioni!

Clara M. ;-)
utente anonimo

#3    31 Agosto 2007 - 22:19
 
Interessante. Lo citerò nel mio blog. Mi piacerebbe avere la citazione esatta.
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