mercoledì, 19 agosto 2009

Credo che non riuscirò mai ad aggiornare in modo coerente questo blog, nonostante gli impegni che mi assuma in merito.

Ad ogni modo, la mia folle estate studiosa è giunta al termine in data 31 luglio, fortunatamente nel modo in cui avevo pianificato. Sono uno dei millemila esseri umani possessori di un certificato di partecipazione alla sessisione di studi dell'International Institute of Human Rights di Strasburgo! Olè!

E dal 3 agosto sono tornato a Milano. A lavorare.

E' stranissimo lavorare e vivere a Milano in pieno agosto. Fino al 15 c'era una parvenza di vita, quanto meno bar e tabacchi erano aperti. Ma da questo lunedì è davvero una città fantasma. Ieri sera alle 20.00 sono tornato a casa in bici (praticamente da Via Montenapoleone a Città Studi - circa 3/4 chilometri credo) e ho incrociato solo 3 macchine e 2 motorini.  Di solito c'è un tale traffico che impiego una vita ad attraversare alcune strade. Invece niente.

Solo balle di  fieno rotolanti e coyotes uluanti.

E in mezzo io. Che corro dietro le scadenze come sempre e, come sempre,  mi guardo intorno sorpreso e stupito. Speriam che agosto non finisca troppo presto. Mi piace Milano vuota.

postato da: JackCantastorie alle ore 06:36 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 19 giugno 2009

L'altro giorno in udienza il giudice ha sgamato la mia origine pugliese da una parola, che poi è un numero: 6. Ha alzato un sopracciglio e poi mi ha chiesto se per caso ero pugliese. Pare che come lo diciamo noi foggiani,  6, nessun altro ci eguaglia.

E' incredibile come, nonostante i chilometri che ci separino  dalla nostra città natale, non sia mai possibile scindere completamente il legame che ti lega a loro.

C'è poco da fare. Per quanto residente ufficialmente a Milano, per fortuna resterò sempre Foggiano.

E ciò, devo dire la verità, è bellissimo.

postato da: JackCantastorie alle ore 19:27 | Permalink | commenti
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giovedì, 12 giugno 2008

Se solo potessi fare a meno di pensare, tutto sarebbe enormemente più facile.

Visto da una formica, devo sembrare un gigante.

Visto da un gigante, devo sembrare una formica.

Il vero problema è che non riesco a vedermi. Non trovo lo spazio ed il tempo e non conosco più alcune delle mie coordinate.

Sono stabile, mi piace esserlo. Ma faccio fatica, alle volte.

Milano è così strana e diversa da qualunque cosa io abbia affrontato prima.

Alle volte, al mattino, mi manca Parma. Ne conoscevo i colori e gli odori. Sapevo dove trovare cosa e cosa c'era e cosa non c'era.

A Milano c'è tutto, e quindi c'è troppo. Non so ancora dove cercare, però. Lo sto scoprendo, ma è dura.

 

postato da: JackCantastorie alle ore 10:32 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 11 giugno 2008

"Buongiorno!"

" 'giorno...avrei portato delle camicie"

"Bene, quante?"

"mmm, credo 5" (e poggio delicatamente una busta di plastica contenente le camicie)

"Le vuole pulite?"

(mi guardo intorno. E' una lavanderia. Il macellaio sta di fianco, e l'orologiaio di fronte è chiuso.) "Uhm..."

"Intendo, le vuole lavate?"

(il viso mi si fa pensieroso. Meditabondo. Elaboro una risposta)  "Si, assolutamente. So che lo fate spesso qui."

"Bene. Venga Sabato Mattina"

"A fare?" (e ora è il suo turno, echeccazzo)

"Uhm...."

"Intende, a ritirare le camicie?"

"Eh."

"Ma saranno lavate, stirate ed appese, per allora?"

"Si."

"Bene. A Sabato." (e sorridendo mi allontano)

 

Adoro le lavanderie milanesi.

 

postato da: JackCantastorie alle ore 08:59 | Permalink | commenti (5)
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